Tempo di saldi o di rattoppi

Tempo di saldi

Ormai, è una tradizione consolidata. L’epifania, si porta via tutte le feste, ma ci regala l’inizio dei saldi commerciali. Quelli di fine stagione. Quelli che dovrebbero servire ai commercianti per smaltire l’invenduto e “saldare” i conti con i propri fornitori.

Un periodo atteso da tanti: operatori del settore e clienti. Accomunati, per una volta, da una passione comune: quella dei Saldi, appunto. Passione che nei casi più estremi, può arrivare a sconfinare nella patologia. Le più vulnerabili, pare siano le donne che, tentate da così tante occasioni irrinunciabili, rimangono preda della temuta sindrome da shopping compulsivo. Un qualcosa che mette a dura prova, non solo la salute psichica della persona colpita, ma anche di carte di credito, conti correnti e perfino qualche matrimonio. Quest’anno, tuttavia, ad Alghero tira un’aria strana. L’incantesimo prodotto dal fascinoso allestimento Natalizio del Centro Storico, pare essere già svanito. E con esso, anche i Saldi Algheresi.

 

Saldi: «non pervenuti»

«Non pervenuti», sintetizza un commerciante del centro cittadino. «Questa crisi, sembra non debba finire mai. Prima e durante le feste, abbiamo avuto vendite sottotono per via del clima primaverile. Ora, ci aspettavamo di poter recuperare. Ed in effetti, complice il freddo degli ultimi giorni, abbiamo avuto qualche vendita in più. Giacconi, cappotti, piumini, sciarpe, maglioni, hanno avuto il loro riscatto rispetto all’inizio della stagione, ma con sconti che partono dal 40 o 50%, a noi, purtroppo, non rimane granché. Non so come riusciremo a risolvere il problema», conclude sconsolato.

 

Le vendite non coprono i costi

E il problema a cui si riferisce, è quello dei conti di fine stagione. Non basta vendere qualche capo di abbigliamento in più, come numero, se, in soldoni, quello che ti rimane è comunque vicino allo zero. Questa, in sintesi, la sua considerazione. Che non fa una piega. I margini bassi, per produrre risultati sufficienti, hanno bisogno di grandi quantità; altrimenti, si rischia di andare a gambe per aria. Insomma, il problema dei commercianti Algheresi, i sopravvissuti, è sempre lo stesso: la mancanza di un numero di clienti adeguato. I Saldi Algheresi si fanno a Sassari, a Cagliari, perfino a Roma e Milano. Nei grandi centri commerciali, negli outlet, oppure sul web. Ovunque, insomma, tranne che ad Alghero.

 

Alghero, periferia di Sassari

Sbagliato, però, dare la colpa alla crisi. Sbagliato e fuorviante. Perché impedisce di vedere e analizzare la situazione per quello che è realmente. Il fenomeno, infatti, non riguarda solamente la nostra città, ma più in generale, la maggior parte di tutti i piccoli commercianti. In particolare quelli dei centri abitati minori, o delle zone periferiche di città maggiori. E Alghero, suo malgrado, rientra in entrambe le categorie. Nel periodo invernale, è un piccolo centro abitato e, qualora questo non bastasse, è diventata zona periferica di Sassari; almeno, commercialmente parlando. Una cittadina in cui, per scelte politiche del passato, si concentra una quantità di strutture della grande distribuzione, in misura addirittura superiore alle medie Nazionali.

 

Il mondo è cambiato

Abbaiare alla luna, quindi, serve a poco. Occorre, invece, prendere atto che il mondo è cambiato. E il mondo cambia, perché cambiano le persone. O meglio, si evolvono. Modificando nel tempo, i propri usi e costumi, in funzione di nuove condizioni ambientali e stili di vita. E le abitudini commerciali, così come altre nostre consuetudini, rispondono a questo tipo di sollecitazioni. Se alcune persone, dunque, trovano più pratico acquistare un capo d’abbigliamento in uno shop-online, sul web, piuttosto che in un negozio fisico; nessuno può impedirlo. Se altre, preferiscono fare venti, trenta minuti d’auto per andare in un centro commerciale, dove avranno una scelta più ampia; non le si può condannare.

 

Cambiare insieme al mondo

Basta, quindi, prendersela con la crisi o con qualsiasi altra scusa. Basta, prendersela col vicino di casa. L’unica cosa che rimane da fare se il mondo cambia, è cambiare insieme al mondo. Questa, da sempre, è stata l’unica ricetta che l’uomo ha avuto a disposizione per arrivare fino a oggi. Lo spirito di adattamento, è quell’arma in più, che ha saputo fare la differenza. Attraverso le ere geologiche e rispetto a qualsiasi altra creatura vivente del regno animale. Chi non l’ha saputa far propria, si è estinto; chi l’ha praticato è sopravvissuto. Meglio, allora, trovare nuove idee, nuovi sistemi; nuove pratiche, per provare a riconquistare quei clienti che oggi vanno altrove. Per fare in modo che i prossimi Saldi, servano davvero a chiudere i conti della stagione e non a mettere un rattoppo parziale e posticcio.

 

Antonello Bombagi © Tutti i diritti riservati

bombagi.antonello@tiscali.it

Per Alghero Eco – 08 Gennaio 2017

 


Informazioni su Antonello Bombagi

Nato a La Maddalena nel 1962, vive ad Alghero dove si è sposato nel 1994 con Irene, diventando padre di Lorenzo e Roberto. Divide la sua vita professionale tra il lavoro nell'azienda di famiglia e la scrittura. Copywriter, blogger, scrittore e giornalista, ama scrivere di ciò che vede, lo incuriosisce e lo appassiona, nel suo girovagare continuo alla ricerca di emozioni da vivere.

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