Stregati dal Giro d’Italia

STREGATI DAL GIRO D'ITALIA

Davanti a una folla di proporzioni oceaniche, ha preso il via la edizione n. 100 del Giro d’Italia; Alghero e tutta la Sardegna, si lasciano conquistare dalla manifestazione in rosa.

«Ci aspettavamo tanta gente, ma un pubblico così numeroso, no» dice Giorgia Palmas, madrina della manifestazione, aprendo un edizione un po’ speciale della corsa ciclistica a tappe più famosa d’Italia. Speciale perché è la numero 100; speciale perché toccata dalla disgrazia di Michele Scarponi, al quale sono stati tributati alcuni minuti di applausi; speciale perché doveva essere l’edizione di Fabio Aru, e lui, poveretto, si è infortunato proprio a poche settimane dall’inizio della corsa. Ma lo stesso, non è voluto mancare e sul palco, a salutare questo popolo in festa, c’era pure lui.

Il Giro d’Italia, ha chiamato e Alghero ha risposto. Direi alla grande. La vera notizia mi sembra proprio questa. Un qualcosa che, per il momento, sovrasta abbondantemente tutto il resto. Poi, stasera, quando ad Olbia sarà affidata la prima “maglia rosa” la notizia sportiva si riprenderà il suo giusto primato, ma fino a quel momento, sarà giusto dar merito a questa straordinaria “performance” della nostra città. Dove per una volta, ciascuno ha fatto bene il suo lavoro

Amministrazione, fondazione Alghero, squadre di manutenzione e pulizia, commercianti, artigiani, cittadini comuni; tutti uniti da un obiettivo comune: presentare Alghero al mondo nella sua forma migliore. Con la collaborazione straordinaria di Antonio Marras, la città si è letteralmente trasformata, centrando in pieno l’obiettivo. Ma, “Alghero è bella”, si dirà, e “non ci voleva molto a farla apparire tale”; niente di più sciocco. Le storie recenti ci raccontano come anche una bella e ridente cittadina, se trascurata e malgestita, possa apparire, al contrario, brutta e sporca.

E’ la magia del “Giro”. Una corsa che affascina, coinvolge e trascina. Una manifestazione seguita e abbracciata dal popolo, come raramente avviene in altri contesti sportivi. Dove campioni di tutte le nazionalità si misurano in prove dal sapore spesso epico; facendo nascere vere e proprie leggende. Come quella di Bartali, Coppi, Girardengo; ma anche Gimondi, Merckz, Moser; per arrivare all’ultimo, il più recente: quel gigante di Marco Pantani. Un eroe sfortunato, entrato nel cuore della gente e mai più uscito. Anche per lui, ieri, Alghero ha tributato un lungo e affettuoso applauso.

Oggi, la corsa entrerà nel vivo e abbandonerà Alghero, srotolando il suo nastro rosa lungo tutta l’Italia, ma la sua magia, vivrà a lungo dentro di noi. L’emozione evocata da questo straordinario evento, rimarrà impressa nell’immaginario collettivo, per molto tempo ancora. Ringraziamo il Giro d’Italia, dunque, per aver risvegliato un popolo sopito, una città ripiegata su se stessa; nel dolore delle sue ferite. Nelle polemiche sterili, inutili, dannose. Nell’affanno di cercare una sua identità, una sua vocazione. Bene. La strada è segnata. Il “Giro” ha chiamato, Alghero ha risposto. E il popolo è in festa.

 

Antonello Bombagi © Tutti i diritti riservati – bombagi.antonello@tiscali.it


Informazioni su Antonello Bombagi

Nato a La Maddalena nel 1962, vive ad Alghero dove si è sposato nel 1994 con Irene, diventando padre di Lorenzo e Roberto. Divide la sua vita professionale tra il lavoro nell'azienda di famiglia e la scrittura. Copywriter, blogger, scrittore e giornalista, ama scrivere di ciò che vede, lo incuriosisce e lo appassiona, nel suo girovagare continuo alla ricerca di emozioni da vivere.

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