Ho spostato i miei limiti ad un livello più alto

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Ho cominciato a lavorare molto giovane. Per caso fui assoldato in un gruppo di venditori d’assalto. Si trattava di vendere batterie da cucina costosissime e per riuscirci occorreva dimostrare che fornivano ciò che promettevano, cucinando deliziosi pranzetti per gruppi di signore attempate. 

L’esperienza fu molto istruttiva per me e la mia timidezza, tanto che dopo aver abbandonato quel lavoro mi convinsi che avevo bisogno di quel genere di esperienze per crescere. E così, un po’ per caso, un po’ per sfida, ho fatto mio il settore delle vendite.

Devo tantissimo e sono grato a me stesso per quella scelta e per tutti quegli anni passati a raccogliere rifiuti e porte in faccia. Ogni NO mi rendeva più forte, ogni porta chiusa mi apriva la mente.

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In una continua sfida con me stesso

Mi appassionai fortemente a quel mondo, o almeno credevo, in realtà cercavo solo di spostare più avanti i miei limiti, in una continua sfida con me stesso e le mie capacità. Mi misi a studiare marketing, comunicazione, tecniche di vendita, public speaking e ogni cosa potesse essermi d’aiuto, fino che un’azienda si accorse di me e mi offrì lo scettro di direttore marketing e vendite.

Era quello che volevo, il lavoro per cui mi ero impegnato tanto, eppure… eppure dopo poco più di due anni rassegnai le dimissioni e tornai a casa dalla mia famiglia. Avevo capito che non era quella la vita e la posizione che mi interessava, piuttosto ero soddisfatto della mia crescita professionale. Quell’incarico lo aveva certificato e questo mi bastava. Avevo vinto la battaglia spostando i miei limiti ad un livello più alto.

In più, qualche anno prima mi ero sposato ed erano arrivati due bellissimi marmocchi. E proprio l’arrivo del secondo fu quello che mi diede la spinta decisiva a prendere in pugno il mio destino. Volevo vivere la mia vita e non quella degli altri. E così dopo essere tornato a casa, con mia moglie decidemmo di rilevare una vecchia attività della sua famiglia. Un’attività commerciale che si occupava di “fai da te” e bricolage, una delle nostre tante passioni in comune.

Dopo aver girovagato con un franchising per fare esperienza, aprendo negozi a destra e a manca, entrai in una crisi profonda. Stavo vivendo per lavorare e né io né mia moglie desideravamo questo. Prendemmo una decisione drastica e mandammo all’aria tutto quello che avevamo fatto per fondare una nostra piccola azienda, con un nuovo marchio e una nostra idea d’impresa, ma soprattutto a misura d’uomo. Ed è così che è nato “HABBY, lo specialista del fai da te“.

Ma mia moglie aveva anche un’altra passione ed era quella legata al mondo del lavoro nella ricezione turistica. Io al tempo non ne sapevo nulla, ma quel mondo mi piaceva e decidemmo di affrontarlo a modo nostro: creando qualcosa che non c’era. E così nacque anche “B&Bnoproblem! Alloggi turistici ad alta ospitalità

Habby, lo specialista del fai da te
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Alloggi turistici ad alta ospitalità