Alghero, la bella addormentata

alghero, la bella addormentata

Sessanta per cento in meno ad Aprile, Cinquanta per cento a Maggio. Questo il bollettino di guerra che arriva dall’Aeroporto Riviera del Corallo. Ma in città, nulla si muove

Metti una sera di inizio estate, con l’aria che ancora profuma di primavera; il cielo, che al calar del sole, d’improvviso si incendia e una ballerina di flamenco che in una veste di lino bianco, a piedi nudi sulla sabbia, danza la sua passione davanti al mare infuocato; beh, avresti già alcuni buoni motivi per credere di essere capitato ad Alghero. E se questo non fosse sufficiente, ti basterebbe alzare lo sguardo, per averne conferma.

Un promontorio imponente, che si tuffa a picco nella acque del golfo, sarebbe li a far da sfondo alla scena, offrendoti ulteriore conferma; se poi, ancora, intorno a te il mondo sembrasse fermarsi, per alcuni magici momenti; se decine di passanti col viso arrossato e le ciabatte ai piedi rimanessero immobili sul lungomare, come statue di sale; se, infine, l’unico movimento registrabile, fosse quello delle dita che scattano foto e selfie, davanti ad uno dei tramonti più spettacolari del mondo conosciuto; beh, non dovresti più avere dubbi. Sei davvero capitato in un posto da sogno.

D’altra parte, che Alghero sia bella, non sono certo io a scoprirlo. Lo scoprono, semmai, ogni giorno, i pochi visitatori che, in questa stagione da dimenticare, riescono a raggiungerla. La maggior parte con voli charter organizzati dalle agenzie; altri, una minoranza, con la propria auto, dopo aver attraversato il mare in nave. Pochissimi, infine, con i normali voli di linea rimasti.

Nel mese di Aprile l’aeroporto Algherese ha avuto un calo del sessanta per cento, rispetto all’anno precedente, negli arrivi internazionali; nel mese di maggio il ribasso è stato del cinquanta per cento. Un vero e proprio tracollo. Una sciagura economica e finanziaria per tutta la città. Quando qualcosa di portata simile, avviene all’interno di una azienda, nove volte su 10, si arriva al fallimento in brevissimo tempo. A meno che, il management non sia talmente bravo, da avviare con tempestività un processo di riconversione e rilancio delle attività principali.

Nell’azienda Alghero, ciò nonostante, tutto scorre come in passato. Come se nulla fosse accaduto. Nello stesso modo in cui prima, non si aveva idea di cosa fare per sfruttare al meglio quell’enorme flusso di viaggiatori, che il sistema di voli low-cost ci aveva messo a disposizione; oggi, non si dispone di un piano B. Non c’è un’idea alternativa; una strada da percorrere. Si procede con la medesima condotta di sempre; con annunci eclatanti e manovre di palazzo. Precisamente, quanto siamo abituati a vedere, oramai da molto tempo. Troppo direi.

Ma se dall’attuale management dell’azienda Alghero, giacché li conosciamo, non possiamo aspettarci nulla di più e di diverso, quel che preoccupa seriamente, è la mancata reazione delle “maestranze” locali; ovverosia della cittadinanza. Colei che assiste sopita e silente al disfacimento del proprio tessuto economico, senza alzare una voce; senza muovere un dito. Aldilà di qualche chiacchiera da bar o di giardinetto e dei commenti degli innocui “leoni” da tastiera, non si registra nient’altro.

Per darcene una spiegazione, forse, dovremmo voltare la testa all’indietro per andare a posare lo sguardo sul lento, quanto inesorabile, declino demografico ed economico che l’intera città ha subito negli ultimi venticinque anni. A oggi, quasi un quarto della popolazione Algherese supera i sessantacinque anni. Per contro, solo il dieci per cento è rappresentato dalle nuove leve che ancora non ne hanno ancora compiuto quindici.

La realtà con cui dobbiamo imparare a confrontarci è che circa il cinquanta per cento del tessuto demografico è composto da persone che hanno superato i cinquant’anni e che, forse, non hanno più l’entusiasmo e la forza dei giorni migliori. Nella restante metà, tolti i bambini e gli studenti, la forza lavoro è composta prevalentemente da classe impiegatizia. Chi nelle scuole, chi nelle strutture sanitarie, nei servizi comunali, nelle banche, uffici pubblici, ecc.. Una moltitudine di persone per bene e rispettabili. Ai quali, tuttavia, il fatto che che gli aerei volino o no da e per Alghero, non cambia minimamente il portafoglio.

Alghero Eco – 08 Giugno 2016

Antonello Bombagi © Tutti i diritti riservati


Informazioni su Antonello Bombagi

Nato a La Maddalena nel 1962, vive ad Alghero dove si è sposato nel 1994 con Irene, diventando padre di Lorenzo e Roberto. Divide la sua vita professionale tra il lavoro nell'azienda di famiglia e la scrittura. Copywriter, blogger, scrittore e giornalista, ama scrivere di ciò che vede, lo incuriosisce e lo appassiona, nel suo girovagare continuo alla ricerca di emozioni da vivere.

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