Nato isolano

Antonello Bombagi

Antonello Bombagi

Sono nato il 18 settembre 1962 a La Maddalena. Una piccola isola situata a nord/nordest della Sardegna, che da il nome all’arcipelago di cui fa parte. E di gran lunga uno dei luoghi più suggestivi e incantevoli che abbia avuto la fortuna di conoscere. 

Pur non avendoci mai vissuto, se non per brevi periodi, non mi riesce di stare troppo tempo senza tornarci. Almeno per qualche giorno. Il fascino di quei luoghi ti entra dentro e ti trasforma in un portatore sano di bellezza a spasso per il mondo.

Ma anche la bellezza alla lunga tende a sfiorire e così, vuoi o non vuoi, senti imperioso il bisogno di tornare indietro a fare “il pieno”. Prima che sia troppo tardi

Antonello Bombagi, nato a La Maddalena...

Una vita non mia

I primi anni

Ho vagato per la Sardegna appresso ai numerosi trasferimenti della mia famiglia. Da La Maddalena a Baunei, poi Orosei, Bosa, Macomer. Per approdare infine ad Alghero, dove vivo, scrivo e lavoro.

Ad Alghero sono cresciuto. Ho giocato, studiato, gioito. E sofferto quando sono andato a Pisa per continuare gli studi. Ad Alghero sono tornato, quando ho capito che non ero fatto per diventare ingegnere e in realtà cercavo solo di compiacere i desideri materni.

Da quando ho smesso di andare all’università, ho finalmente incominciato a studiare e non ho più smesso. Imparo bene tutto ciò che mi piace, mi incuriosisce, mi appassiona. Un po’ meno il resto.

Una parentesi Tedesca

About me - Colonia

La città di Colonia in Germania

Dopo aver finito anzitempo il servizio militare, a causa di una fastidiosa asma allergica provocata dagli acari della polvere, sono finito in Germania, dove ho studiato quella loro lingua incomprensibile e rischiato di non tornare più indietro, trattenuto da una energica biondina.

Una bella mora, però, mi ha fatto cambiare idea e programmi. E così dopo essere tornato ad Alghero, nel 1994 l’ho sposata (ops! Ci siamo sposati…), dando il via ad un periodo sentimentalmente felice, ma professionalmente frustrante.

Il buco nero

Sulla soglia del giro di boa della mezz’età non ho retto più e sono sprofondato, di colpo e tutto vestito, in un buco nero profondo quanto gli abissi degli oceani. Solo oggi capisco che l’aver trascorso una buona parte della vita a nascondere le mie passioni e a non seguire quelle che erano le mie reali inclinazioni, era stata una scelta scellerata.

Avere la famiglia intorno mi ha aiutato a venirne fuori. Dapprima con le medicine, ma solo fino a quando non ho potuto prendere consapevolezza che ciò che nascondevo era la parte migliore di me. Ed era arrivato il momento di cominciare a farla splendere.

Mi sentivo un uomo fortunato per tutto quello che avevo imparato in quella brutta esperienza e per essere riuscito a venirne fuori. E anche se non avevo ancora completato la mia trasformazione mi misi all’opera.

Nel 2011, sotto lo pseudonimo di “Positive Man”, fondai una pagina facebook dal nome “Io Penso Positivo”, con l’obiettivo di aiutare chi come me era finito in un vicolo cieco. Volevo fargli sapere che se ne poteva uscire e che c’era il modo di farcela. 

Non lo capivo ancora, ma quella sarebbe stata la svolta della mia vita.

 

Il vero successo

L’emozione di scrivere

Così, dopo aver passato una vita a costruire o guidare imprese commerciali, ho ripreso a fare quello che più mi piaceva quando ero soltanto un timido ragazzetto di periferia.

Ho ricominciato a scrivere di tutto, su tutto e per tutti, me compreso naturalmente, e più scrivevo più rifiorivo. A poco a poco.

Ho aiutato moltissime persone a riprendere in mano la propria vita e a lasciarsi indietro fantasmi e periodi bui, ma la cosa straordinaria è stata che ciascuno di loro mi aveva spinto un po’ più verso me stesso. In un dare e avere in cui alla fine ho ricevuto molto più di quanto non abbia dato.

Non è mai troppo tardi

Dopo aver cominciato, non mi sono fermato più e conquista dopo conquista, alla soglia dei 55 anni, mi sono tolto un’altra soddisfazione. Dopo un tirocinio durato due anni e decine di articoli scritti rubando il tempo alle Domeniche e al sonno, nel giorno del mio compleanno ho ottenuto l’iscrizione all’albo dei giornalisti. Al giorno d’oggi non ha alcun valore, ma anche quello era uno dei miei sogni di gioventù.

Ormai ero lanciato, quasi correvo, non potevo fermarmi lì. Non sarebbe stato giusto. Non per me né per la mia inesauribile sete di scrittura, ma non lo sarebbe stato soprattutto per i tanti che ancora oggi vivono una vita non propria, magari sentendosi sfortunati, incompresi, o chissà che altro. Di certo non felici e tanto meno realizzati.

Per questo ho voluto intraprendere la sfida più difficile, quella che vuole testimoniare al mondo che non è mai troppo tardi per cambiare e che ogni momento è quello giusto per provare a fare qualcosa di nuovo e più entusiasmante.

Mi sono dunque trasformato in testimone vivente di questa idea potente, ma nel timore che non bastasse ho voluto aggiungere la scrittura di un romanzo (Il cappello dello sciamano – Rogiosi editore). Nel libro, ispirandomi ad una vecchia storia dei boscimani del Kalahari, attraverso le vicissitudini del protagonista, racconto di come sia facile per un uomo cadere vittima delle proprie errate convinzioni. Ma anche di come sia invece possibile una vita diversa se ci si leva dalla testa quel pesante fardello di false credenze che talvolta ci opprime e ci condanna. E questo a qualunque età e in qualsiasi momento della propria vita. 

Il tempo libero

Ora scrivo anche per alcuni blogs e per un quindicinale d’informazione locale (Alghero Eco). Ma, soprattutto, scrivo per me, perché mi piace. Mi mette in comunicazione con l’universo. Racconti, appunti di viaggio, pensieri, emozioni e… un nuovo romanzo.

Nel tempo libero leggo, studio, corro, esploro. E poi viaggio, scatto fotografie, continuo ad impegnarmi nella ditta di famiglia (HABBY) e per la mia comunità. Per quest’ultima, la Sardegna, ho fondato una cooperativa e un movimento per la costituzione di una nuova compagnia aerea legata ad un progetto di sostenibilità turistica (Sardegna, un’isola in volo)

Faccio anche tutte le altre cose che fanno gli uomini. Compreso dedicare tempo alla famiglia e la Domenica andare a vedere la partita di Rugby. E spesso, le due cose coincidono…

About me - Family

 

Da sinistra: mio figlio Lorenzo, mia moglie Irene, mio figlio Roberto

Continua…

Anche se non so ancora né quando né come. 

Ciao e a presto, Antonello

(Ultimo aggiornamento 10/10/2021)